I numeri facili

di Maddalena Caliumi

Mio padre è un po’ di tempo che ha in programma di vincere il superenalotto. Anni fa giocava la schedina e una volta ha pure fatto dodici e gli è quasi venuto un infarto, abbiamo stappato una bella bottiglia di spumante e scoperto che la vincita erano, coincidenza, dodicimila lire. “Settimana sbagliata”, ha detto lui. Adesso che le mode e le monete son cambiate e in palio ci sono milioni di euro, lui ogni mattina va al bar tabacchi del centro e mette alla prova la fortuna, con metodo però. L’appuntamento fisso è su raidue, durante il telegiornale quando passa in sovraimpressione la sestina fortunata.
“ Ecco, allora guarda: 54, 87, 72, 34, 45, 46. Dimmi te era così facile e te non c’ hai pensato?”
“No papà…”
“Eh vedi sei proprio cogliona, perché voglio dire il 45 e il 46 son così facili… che bisognava pensarci!”
Ho cercato di interpretare la riflessione matematica che sta dietro queste sue affermazioni e sono giunta alla conclusione che i novanta numeri del lotto e le conseguenti combinazioni si dividono in due categorie: facili e difficili. I difficili sono quelli che non escono e i facili quelli che vincono. Semplice. Se esce il dodici e tu metti l’undici sei irrimediabilmente uno sfigato, dovevi capirlo che il dodici era più facile. Secondo mio padre esiste chiaramente una sorta di graduatoria, ad esempio se giochi il novanta sei coraggioso perché è lampante che sia il più difficile insieme all’uno. Se li giochi entrambi sei solamente un illuso.
Io son convinta che se un giorno giocasse la sua data di nascita magari vincerebbe. Magari quello toscano che ha vinto centoventi milioni di euro ci aveva provato con l’età del cane, della moglie e il numero di maccheroni rimasti nel piatto la domenica. Mio padre va dritto per la sua strada e a noi ci costringe a cercare ogni giorno sei numeri facili e, considerando che questa storia va avanti da qualche anno e che il superenalotto lo tirano tre volte a settimana, di combinazioni facili ce ne restano poche.
Forse ha ragione lui, che la teoria dei numeri facili paghi davvero? Per ora ci regala solamente delle discussioni filosofiche sul 56 che probabilmente è più facile del 65 ma meno dell’87. A voi capire il perché.

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(marco manicardi)
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