Con un fricchettone mai più

di Ludovica Anselmo “pattymeet”

Non la sto prendendo poi così male, insomma, poteva andare anche peggio. Mi hanno arrestato ma non pensate a una cosa troppo formale tipo sbarre e manette, no. Siamo io e il poliziotto bosniaco in uno stanzino che guardiamo Beautiful, lui mi ha anche fatto il caffè, perché sono italiana dice, e allora il caffè mi piace di sicuro. Non mi preoccupo mica, prima o poi chiameranno l’ambasciata e tutto sarà chiarito. In fondo si è trattato solo di – già di cosa s’è trattato? di un malinteso, della sfortuna oppure è stato il karma?
Comunque ora sono qui, almeno sono lontana da lui. Lui si chiama Alfonso e fa il cooperatore internazionale. Ci siamo conosciuti due mesi fa al mercato delle cipolle, portava a spasso un carlino ed io ho sempre avuto un debole per quelle adorabili bestie.

All’inizio era tutto perfetto, facevamo le albe insieme oppure ci svegliavamo nel cuore della notte e correvamo giù al fiume a ubriacarci. Lui mi piaceva anche se faceva un po’ troppo il fricchettone e parlava dell’anima, ma io ero nel mio periodo ci ho un vuoto pazzesco dentro e all’epoca avrei volentieri barattato una seduta dall’estetista per un po’ d’avventura.
Così quando è partito in missione per Mostar, non ci ho pensato su due volte e sono andata con lui, sapete l’inizio di una storia, l’adrenalina eccetera. La mia amica Elisabetta mi aveva avvertito.
– Ma dove vai tu che non resisti neanche una settimana senza parrucchiere? Te lo ricordi quando sei andata in campeggio, sì?
– Embè?
– Embè dopo due giorni mi hai telefonato, dicevi “oddio oddio, non ne posso più di questi cessi selvatici, e poi qui ci sono solo distributori automatici!” e sei scappata.
Ma io avevo fatto spallucce, – Smettila sai di tarparmi le ali – le avevo risposto. Ed ero partita.
Così per un po’ siamo stati bene io e Alfonso, certo, non è che a Mostar ci siano i centri commerciali ma insomma, era l’inizio dell’amore, a cosa mi serviva un centro commerciale?

Poi un giorno lui se n’era tornato a casa con un regalo per me.
– Per la tua crescita interiore – aveva detto. Era il Libro Tibetano dei Morti.
E da quella volta lì, ogni mattina ha cominciato ad interrogarmi – Allora l’hai letto ieri? Ah sì, e cosa dice della morte eh? – e non è mica vero che voleva fare conversazione, no, lui voleva cogliermi in fallo perché io ero la semina grottesca, diceva, ero ancora tutta rivolta al passato e al consumismo; e lo diceva puntando quel suo dito da fricchettone con le unghie lunghissime e con quel suo maglioncino di acrilico puzzolente, dio mio che orrore, l’acrilico dovrebbe essere vietato per legge.

Per cui alla fine, aveva ragione Elisabetta, non ce l’ho fatta più e me ne sono andata via. Ho preso la corriera per Sarajevo e mi sono precipitata in un centro commerciale. Io adoro i centri commerciali, mi fanno sentire al sicuro.
Lucine. Integratori a metà prezzo. Carta fidelity. Vuole mica la fattura? Open day. Aperitivi. Centro Yoga, Centro benessere. Serate a tema. Meraviglioso.
Gli ho lasciato anche un bigliettino di sfregio:

È finita, vado a fare shopping. Evviva l’occidente panciuto!

E niente, avevo caricato il carrello di prodotti per capelli e bibite dietetiche, ero alla cassa che stavo stappando una lattina di Fanta, quando gli allarmi hanno cominciato a suonare, di colpo mi sono ritrovata circondata da venti commesse con la faccia cattiva che mi davano della ladra. Mi hanno trascinato in una stanza con la luce al neon puntata in faccia, adesso ti facciamo parlare noi.
Io, anche se mi veniva da piangere, ho mantenuto i nervi saldi.
– Ma almeno parlate inglese? Così vi spiego che io non ho rubato niente, no, è questo Libro Tibetano dei Morti qua, lo vedete? Ecco è questo libro qui che ha ancora – non so come sia potuto succedere – dicevo, che ha ancora l’etichetta antitaccheggio.
Ma le commesse non capivano niente di quello che dicevo e continuavano a farmi quella faccia cattiva da ah ti abbiamo beccata! E io avanti a spiegargli che – Scusate ma come diamine credete sia possibile che abbia rubato il Libro Tibetano dei Morti in un supermercato bosniaco eh?
Perché quando si tratta di un malinteso, della sfortuna o del karma, vallo a sapere di cosa si tratta, dicevo quando hai a che fare con queste cose qua non è che te ne accorgi e fai in tempo a scansarle. No, loro viaggiano più veloci del discernimento e arrivano che già tu sei al commissariato, per dire.
Per cui non mi restava che chiamare Alfonso.
– C’è stato un cambio di programma, non sono a fare shopping, mi hanno arrestato.
Ma lui ha fatto l’offeso.
– Vengo solo se poi inizi a prendere sul serio la nostra storia.
Ed io che potevo dirgli?
– Certo che poi prendo seriamente la nostra storia, ora vieni però.
Solo che poi è arrivato e si è messo a interrogarmi, sissignore. E allora non ce l’ho fatta più e gliel’ho detto che no, non lo avevo mai letto il suo stupido libro sui morti, che mi faceva impressione, e non m’importava nemmeno di Castaneda, o di Jodorowsky, e quel suo braccialetto di semi della pianta della merda che ti apre il chakra dell’intestino lo avevo buttato nel fiume, e poteva portarsi via anche tutti i suoi manuali psicofemministi su come liberare la creatura selvaggia dentro di noi!
– Prova, prova – mi diceva con gli occhioni lucidi di speranza e commozione.
Poi ha capito.
Non c’era più nulla che potesse fare per me, incistata d’acredine, cinica, prosaica e dozzinale – per quanto, sia chiaro, tutte le creature del mondo abbiano diritto all’amore – io forse invece no perdio. E mi ha lasciato lì.
Ma alla fine questa prigione qui non è poi così male, non ci sono frichettoni qua, e alla tele c’è la puntata di Brooke quando cade dalla torre Eiffel.

[GALLIVANT]

Annunci

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
Questa voce è stata pubblicata in ebook. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...