La malasuerte

di Francesca “reloj”

La malasuerte non è vero che va in giro vestita di nero, con un cappello nero, le scarpe nere: no: la malasuerte dipende dalla stagione, come tutti.

***

La malasuerte va in giro a sorridere alla gente: l’ho scoperto, e se ci fate caso, lo scoprirete pure voi: state aspettando l’autobus, un bambino vi sorride, e perdete l’autobus: la malasuerte. Siete al supermercato, ultimi di una fila di tredici persone, avete i surgelati là tutti insieme perché non si scongelino troppo, arrivate alla cassa, la cassiera vi sorride, e voi vi siete dimenticati il portafoglio: la malasuerte. La malasuerte: hai l’ultimo fiammifero e un pacchetto pieno, una giornata di sole, accendi il fiammifero, quel signore coi baffi là in fondo ti sorride: una folata di vento. La malasuerte, il primo giorno di vacanza, il capo vi sorride salutandovi, arrivate a casa, trentanove di febbre.

***

Sono scappati tutti gli schiavi. Tu riunisci tutte le bighe e ti lanci all’inseguimento. Li stai per raggiungere, il mar Rosso si apre, e proprio mentre stai per toccare la riva l’ultimo della fila si gira e ti sorride, l’acqua ti travolge: la malasuerte.

***

Non è vero che solo la fortuna ti sorride. Anche la malasuerte lo fa.

[El Reloj de Arena]

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(marco manicardi)
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